In un contesto economico sempre più complesso, molte famiglie e imprese si trovano a vivere situazioni di difficoltà finanziaria che, troppo spesso, vengono sottovalutate o ignorate fino a quando è troppo tardi.
Nel corso di una recente intervista rilasciata a QuiCosenza, ho voluto affrontare un tema che considero fondamentale: l’importanza della prevenzione nel sovraindebitamento e il ruolo cruciale dell’educazione finanziaria.
I segnali da non sottovalutare
Uno degli aspetti più delicati riguarda il riconoscimento dei primi segnali. Usare il credito al consumo per affrontare spese quotidiane o ricorrere a nuovi finanziamenti per coprire debiti precedenti non sono semplici abitudini: sono campanelli d’allarme.
Spesso chi si trova in questa spirale non ha piena consapevolezza della propria condizione e si rivolge a un professionista solo quando i problemi sono già diventati gravi: ritardi nei pagamenti, segnalazioni nei SIC (Sistemi di Informazione Creditizia), pignoramenti, perdita dell’accesso al credito.
La prevenzione è possibile (e necessaria)
Quello che cerco sempre di trasmettere ai miei assistiti è che esistono strumenti concreti, previsti dalla legge, per gestire la crisi da sovraindebitamento. Ma per poterne usufruire è essenziale intervenire tempestivamente, quando ancora si ha margine di manovra.
Agire presto significa poter scegliere la strategia migliore, ridurre i danni e, in molti casi, evitare un tracollo economico e personale.
Il ruolo dell’avvocato e dell’educazione finanziaria
Un altro aspetto che ho sottolineato nell’intervista è l’importanza dell’educazione finanziaria. Troppo spesso manca una corretta informazione sui diritti e sugli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento. Per questo motivo, ritengo che il mio compito non sia solo quello di assistere chi è in crisi, ma anche di fare informazione, diffondere consapevolezza e prevenire.
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